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OLTRE PANTONE C’É DI PIÚ

OLTRE PANTONE C’É DI PIÚ

l’idea è quella di fondare un’azienda che da nomi ai colori ,ma oggi è diventata qualcosa di più!

Pantone è una delle parole che non mancano nel vocabolario di base di chi si occupa di stampa, ma anche di tessuti, di abbigliamento, di design architettonico e molto altro ancora. Uno strumento che fin dal 1963 (fondata nel 1962 da Lawrence Herbert a Carlstadt, nel New Jersey, e nel ’63 mette a punto il PMS – Pantone Matching System®, un sistema di catalogazione diventato internazionale)  ha determinato uno standard e al quale ci si può riferire in modo inequivocabile quando si vogliono definire, controllare e riprodurre fedelmente colori in qualsiasi parte del mondo.

Al tempo una vera rivoluzione per tutte quelle industrie che trattavano varie tipologie di materiali, dalla carta stampata ai tessuti, dalla plastica ai pigmenti e ai rivestimenti, che grazie a questa organizzazione hanno potuto e possono tuttora “parlare la stessa lingua”. Uno standard che oggi riguarda anche il mondo digitale e che assicura così una pertinenza anche nell’ambito delle nuove tecnologie e per i diversi processi di progettazione.

Nel 1986 viene inoltre fondato il Pantone Color Institute, nato per supportare designer e aziende nella scelta e nell’applicazione strategica del colore e che, a partire dal 2000, definisce anche quello che viene considerato “colore dell’anno”. 

Un’infinita gamma di palette cromatiche personalizzate, ma fanno anche anche consulenza in merito al colore nell’identità di marchio e nello sviluppo dei prodotti nonché previsioni delle tendenze, tra cui il Colore Pantone dell’anno, i Fashion Runway Color Trend Report, la psicologia del colore e tanto altro. 

Oggi, però, Pantone non è semplicemente uno strumento tecnico per l’industria del design e della stampa, ma un brand di culto, portatore del colore quale elemento distintivo di prodotti e aziende, sono infatti riconoscibili i prodotti nati dalla creatività della divisione Pantone Lifestyle, prodotti che nascono con l’intenzione di celebrare un’estetica moderna del design e un uso audace del colore, fatto vivere grazie alla collaborazione con marchi affini e partenariati di licenza in categorie come arredamento, abbigliamento, bellezza, viaggi e accessori per ufficio.

Quando ho conosciuto questo mondo mi sono subito innamorato, e la mia curiosità mi ha spinto nel cercare sempre più dettagli interessanti, ed oltre a vedere in giro nei negozi i loro prodotti (super colorati e con design accattivante) ho trovato molte collaborazioni in settori commerciali completamente differenti, dall’abbigliamento (capsule collection bershka.com) alle pentole oppure i carica batterie per cellulare, ed è stupendo vedere come oggi qualsiasi settore può essere raccontato attraverso l’utilizzo del colore. 

Un’altra cosa davvero simpatica, qualcuno si è mai chiesto se si potesse possedere un colore?

Ebbene SI!  Un particolare campo di applicazione del sistema Pantone è il branding. Tra le più recenti controversie giudiziarie in merito vi è quella tra Cadbury (Kraft) e Milka (Nestlé) in merito all’uso esclusivo del “viola” Pantone 2685 C per avvolgere le barrette di cioccolata.

Per fare proprio un colore, bisogna dimostrare che si tratta di un elemento distintivo del brand o del prodotto. Altri esempi sono il rosso Coca-Cola (in origine Pantone 484), il verde Starbucks (Pantone 3298) e il Blue Tiffany (Pantone 1837) della gioielleria omonima.

Dimenticavo, esiste anche un App di Pantone che attraverso la fotocamera riesce a darvi il nome esatto del colore che state fotografando, buon divertimento!